Sgarbo nei confronti di Al Bano: escluso dal concerto del 2 giugno, il cantante reagisce così in radio a “Un Giorno da Pecora”.
Dopo il duro scontro con Romina Power, arriva un nuovo smacco per Al Bano. Il cantante pugliese, tra i volti più noti della musica italiana, ha raccontato senza filtri il suo disappunto per non essere stato invitato al concerto del 2 giugno, organizzato per celebrare gli 80 anni della Repubblica. Un’assenza che non è passata inosservata e che lui stesso ha commentato pubblicamente durante un’intervista radiofonica a “Un Giorno da Pecora“.
Al Bano escluso dal concerto del 2 giugno: il commento
Ospite su Rai Radio1, nel programma “Un Giorno da Pecora“, Al Bano ha risposto con sincerità a chi gli chiedeva se avrebbe preso parte al concerto del 2 giugno. La risposta è stata negativa, ma accompagnata da una riflessione che lascia trasparire un pizzico di amarezza.
“Se sarò al concerto per gli 80 anni della Repubblica voluto da Sergio Mattarella? No, sarò a Vasto ma sarebbe stata una buona idea invitarmi. Evidentemente però l’ho pensato solo io, non gli organizzatori. Si sono dimenticati di me, che ci posso fare“, ha dichiarato.
Il sostegno a Francesco De Gregori
Nel corso dell’intervista, Al Bano ha affrontato anche un tema molto discusso negli ultimi giorni: il ruolo degli artisti quando si tratta di esporsi su questioni sociali e politiche. Il dibattito nasce dalle dichiarazioni di Francesco De Gregori.
Il cantante pugliese ha detto di condividere pienamente questa visione, sottolineando il valore della libertà individuale: “Sono d’accordissimo: è un fatto privato, non sei obbligato a fare quello che non senti, devi fare quello che ti senti. Io condivido in pieno il suo pensiero. Non accetto le imposizioni“.
Infine, ha espresso anche un’opinione su una questione internazionale molto attuale, quella dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Anche in questo caso, la sua posizione è stata diretta: “La risposta la si faccia dare al popolo, fateli votare con un referendum. Si dice tanto ‘power to the people’, allora fatelo, fate decidere le persone“.
